Cerchi nuovi donatori per la tua associazione ma non sai bene quali strumenti hai a disposizione? Ti mostriamo le migliori idee con cui la tua associazione può raccogliere fondi, dal fundraising alle sponsorizzazioni, dal crowdfunding ai contributi pubblici.
Nota: commissioni, bandi e indicazioni fiscali riportati qui sono valori orientativi (aggiornati al 2026) e cambiano spesso. Verifica sempre le condizioni aggiornate direttamente sui siti delle piattaforme, degli enti che erogano i contributi e, per il fisco, con un commercialista.
Possibili donatori
- Privati: la disponibilità a donare delle persone è spesso maggiore di quanto si pensi, per esempio durante feste e sagre o con i salvadanai per il resto lasciato nei locali e nei negozi.
- Aziende: le imprese donano spesso anche per la propria immagine o per farsi conoscere dai clienti. Molte, però, sostengono le associazioni per vera convinzione, e in quel caso lo fanno volentieri e in modo continuativo nel tempo.
- Enti pubblici e fondazioni: ministeri, enti statali come Sport e Salute, Regioni e Comuni, oltre alle fondazioni di origine bancaria. In alcuni casi sono disponibili anche contributi europei.
- Fondi e bandi: alle risorse pubbliche si aggiungono i fondi messi a disposizione da enti privati, fondazioni e imprese attraverso bandi specifici.
Fundraising

Il fundraising è la raccolta sistematica di risorse, in particolare di donazioni, per scopi di utilità sociale, solidaristici o culturali, con costi il più possibile contenuti. Il bello del fundraising è che non dipende da una singola istituzione o azienda: per trovare il donatore giusto devi solo essere convincente! Per la tua associazione, infatti, non c’è un limite a quanto puoi raccogliere.
La maggior parte delle associazioni ha bisogno di donazioni non appena le attività superano le entrate ordinarie. Spesso le quote associative e qualche festa non bastano a coprire tutte le spese. Ecco alcuni consigli per rendere più facile la raccolta fondi nella tua associazione.
Coinvolgere i donatori
Coinvolgendo i donatori nel tuo progetto, queste persone hanno la sensazione di aver fatto qualcosa di buono, non solo per voi, ma anche per loro stesse. È inoltre utile rilasciare al donatore una ricevuta della donazione: in molti casi questo permette di portare in detrazione o in deduzione l’importo donato (vedi più avanti la sezione sul fisco).
Più i donatori si sentono parte del progetto, più saranno propensi a sostenervi di nuovo in futuro. Racconta loro che cosa avete realizzato grazie al loro contributo: una foto del nuovo campetto, il resoconto della trasferta della squadra giovanile, il bilancio dell’iniziativa benefica. Trasparenza e gratitudine sono i migliori alleati di chi raccoglie fondi.
Social media e piattaforme online
Oggi, grazie ai social media e alle piattaforme online, è tutto possibile, anche raccogliere fondi. Non c’è più bisogno di andare di porta in porta con il salvadanaio in mano: comodamente da casa puoi aprire una campagna su una piattaforma di crowdfunding e far conoscere la tua causa. Sarebbe l’ideale se nella tua associazione ci fosse un socio, magari un membro del consiglio direttivo, che si appassiona ai social e alla raccolta fondi e che conosce bene questi strumenti. Ecco alcune piattaforme di donazione e crowdfunding utili in Italia.
- Rete del Dono - una delle principali piattaforme italiane per cause sociali, sportive e del Terzo Settore, basata sulle donazioni e molto usata per le sfide benefiche (ad esempio durante una maratona). Modello di costo (2026): commissione della piattaforma intorno al 5% più IVA per donazione, a cui si aggiungono i costi della transazione di pagamento.
- Produzioni dal Basso - la prima piattaforma di crowdfunding italiana, dedicata a progetti sociali, culturali e innovativi, con campagne a ricompensa o a donazione. L’iscrizione è gratuita; nella modalità “tutto o niente” si applica una commissione intorno al 5% IVA inclusa sulle somme raccolte, trattenuta solo se la campagna raggiunge l’obiettivo.
- GoFundMe Italia - la piattaforma di donazione più conosciuta a livello internazionale, attiva anche in Italia. Nessuna commissione di piattaforma (0%); per ogni donazione viene trattenuta solo una piccola commissione di transazione (indicativamente intorno al 2,9% più 0,30 € a donazione). La piattaforma si sostiene inoltre con le mance volontarie lasciate dai donatori.
- Idea Ginger - piattaforma nata in Emilia-Romagna, nota per uno dei tassi di successo più alti in Italia, con campagne a ricompensa o a donazione. Prevede una commissione della piattaforma in caso di successo (orientativamente intorno al 5%) a cui si aggiungono i costi di pagamento (ad esempio le commissioni della carta tramite PayPal). Le percentuali esatte cambiano: verificale sul sito.
- Eppela - una delle piattaforme di crowdfunding a ricompensa più conosciute in Italia, usata per progetti creativi, innovativi e solidali. Applica una commissione in caso di successo della campagna; la percentuale esatta per il 2026 va verificata direttamente sulla piattaforma.
- Whydonate - piattaforma paneuropea che punta sulla trasparenza dei costi, con commissione di piattaforma allo 0%. Restano solo i costi di transazione del pagamento, a cui può aggiungersi la mancia volontaria del donatore.
- BuonaCausa - piattaforma italiana per cause sociali e di comunità, che unisce raccolta fondi e petizioni. Modello basato sulle donazioni; le condizioni e le commissioni aggiornate per il 2026 vanno verificate direttamente sul sito.
Esistono anche altri modi di raccogliere fondi online dando qualcosa in cambio al donatore: il cosiddetto charity shopping. In questo caso, su un acquisto online viene donata una percentuale del ricavato a favore di un’organizzazione scelta dall’acquirente, senza costi aggiuntivi per chi compra. Una buona idea da proporre ai soci, soprattutto in vista degli acquisti di Natale.
Aggiornato al 2026: le commissioni e le condizioni delle piattaforme cambiano con regolarità. Prima di lanciare una campagna, verifica sempre i dati attuali direttamente sui rispettivi siti e scegli la piattaforma più adatta alla tua causa (donazione, ricompensa o sfida benefica).
Comunicazione e ufficio stampa
Se la tua associazione fa qualcosa di buono, allora deve anche raccontarlo! Condividete il vostro lavoro con il mondo. Che sia tramite il notiziario dell’associazione, il giornale locale o i social media: più persone sanno cosa fate, più si sentiranno chiamate ad aiutarvi e a donare. Riconoscibilità e identificazione sono due elementi che danno alle persone un senso di fiducia. E quando si fidano, sono disposte ad affidarvi il loro denaro.
Evento benefico
Gli eventi benefici richiedono sempre un grande impegno organizzativo. Ma quando l’evento riesce, lo sforzo viene davvero ripagato. Il tema dell’evento dovrebbe essere in linea con l’identità della tua associazione: per una società sportiva può essere una corsa di beneficenza, per un gruppo musicale un concerto, per un coro un’esibizione in piazza. Più persone partecipano e si coinvolgono, più cresceranno le possibilità di successo. E quel successo, si spera, si diffonderà con il passaparola, portando nuove persone a conoscervi.
Sponsorizzazioni

Un metodo un po’ più diretto per raccogliere fondi è la sponsorizzazione. È una forma molto conosciuta di reperimento di risorse, perché spesso rappresenta una situazione vantaggiosa per entrambi. La sponsorizzazione è un contratto pubblicitario tra un’azienda e la tua associazione.
Un’azienda o un’istituzione dà del denaro alla tua associazione e in cambio ottiene la possibilità di farsi pubblicità: sulla maglia dei giocatori, sugli striscioni a bordo campo o con i gadget distribuiti durante un torneo. È importante leggere con attenzione il contratto di sponsorizzazione, per evitare che gli impegni assunti vadano contro i valori e il codice etico della tua associazione.
Per prima cosa devi individuare il tuo pubblico: quale tipo di finanziatori può attrarre la tua associazione? È un vantaggio se il possibile sponsor sostiene già squadre o progetti simili, o se ha già donato in questo ambito. Meglio ancora se conosci personalmente i finanziatori: così sai come si pongono nei confronti vostri, della vostra associazione e del vostro progetto, e all’occorrenza puoi convincerli di persona. Le relazioni personali aprono le porte e, spesso, anche il portafoglio.
Trovare sponsor nei piccoli centri e nei Comuni è spesso più facile che nell’anonimato delle grandi città. Per questo questa forma di raccolta fondi si adatta molto bene alle associazioni dei paesi in cui hanno sede aziende importanti del territorio. Fai però attenzione ai temi più delicati: non è ben visto che grandi aziende vogliano avere voce in capitolo su questioni sensibili, e molte persone guardano con diffidenza a queste situazioni.
Contributi pubblici e bandi
Oltre al fundraising e alle sponsorizzazioni, la tua associazione può ottenere risorse anche da enti pubblici, fondazioni e bandi. È la parte più “locale” della raccolta fondi e quella che cambia più spesso: programmi, importi e scadenze variano di anno in anno, spesso con finestre di domanda molto brevi. Considera quindi le indicazioni che seguono come punti di partenza e verifica sempre i bandi aggiornati sui siti ufficiali. Ecco le principali fonti di contributo da conoscere in Italia.
- Sport e Salute S.p.A. - la società dello Stato dedicata allo sport, che pubblica bandi nazionali rivolti ad ASD/SSD e federazioni (ad esempio iniziative dedicate allo sport sociale e all’inclusione, alla riqualificazione degli impianti o all’efficientamento energetico). Le domande si presentano tramite l’apposita piattaforma bandi.
- Bandi regionali e comunali - molte Regioni e molti Comuni mettono a disposizione contributi a fondo perduto per le associazioni del territorio (ad esempio voucher sportivi o contributi per le ASD). Le scadenze sono spesso brevi e variano da territorio a territorio: controlla il sito della tua Regione e del tuo Comune.
- Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC) - eroga finanziamenti agevolati per gli impianti sportivi, per esempio attraverso iniziative come “Sport Missione Comune”, con prestiti a tasso zero (gli interessi sono interamente abbattuti). Attenzione: si tratta di prestiti, non di contributi a fondo perduto, e vanno quindi restituiti. Le condizioni e le scadenze cambiano di anno in anno: verificale sul sito ufficiale dell’ICSC.
- CONI - il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che opera accanto a Sport e Salute con il riconoscimento delle realtà sportive e forme di sostegno a federazioni e società. Conviene tenere d’occhio i suoi canali per le iniziative dedicate alle associazioni.
- Fondazioni di origine bancaria (ad esempio Fondazione Cariplo o Compagnia di San Paolo) - finanziano progetti sociali, sportivi e culturali su base territoriale. I bandi cambiano spesso: verifica quelli attivi sui rispettivi siti, in base alla tua area geografica.
Come fare domanda per un contributo
Passo 1: la domanda
Nella presentazione della domanda c’è parecchio a cui fare attenzione, perché la maggior parte dei bandi ha requisiti molto rigidi. Chi non rispetta le condizioni o commette errori formali nella compilazione viene escluso. È quindi fondamentale conoscere a fondo tutte le regole. Queste cambiano molto da Regione a Regione e da ente a ente, perciò è importante sapere com’è la situazione nel tuo territorio. Tieni inoltre presente che a tipi diversi di associazione si applicano contributi diversi: verifica prima di tutto se la tua realtà ha i requisiti per quel determinato bando.
Tra la presentazione della domanda e l’avvio del progetto deve esserci abbastanza tempo per permettere all’ente di esaminare la richiesta e approvare il contributo. Informati con attenzione sulle scadenze da rispettare. Un ultimo consiglio che facilita sia la raccolta fondi sia le sponsorizzazioni: conoscere personalmente chi prende le decisioni. Così potrai valutare meglio aspettative e possibilità.
Passo 2: il progetto
Spesso una domanda viene respinta proprio sul progetto, perché mancano informazioni sufficienti su ciò che si intende realizzare. Nella maggior parte dei casi ci sono moduli predefiniti che basta compilare. Se questo modulo non esiste, la tua associazione dovrà preparare una proposta che descriva il progetto nel modo più concreto e preciso possibile. Quando si tratta di assegnare risorse, anche i dettagli più piccoli sono informazioni preziose: se mancano, non tutti gli enti si prenderanno la briga di andarle a cercare.
Passo 3: la quota di cofinanziamento
Come accade con una banca, anche nell’erogazione di un contributo viene spesso richiesta una quota di cofinanziamento del progetto. Un punto importante: un contributo raramente finanzia un progetto al 100%. La parte più consistente del finanziamento deve essere coperta dall’associazione stessa. Questo cofinanziamento può essere reperito come si preferisce, per esempio tramite sponsorizzazioni, quote associative, donazioni o investimenti propri.
Passo 4: la checklist per la domanda
- L’obiettivo del progetto è spiegato in modo chiaro? È indicato perché ha una finalità di utilità sociale? Esempio: un nuovo campo da calcio per promuovere lo sport giovanile.
- La durata del progetto. Esempio: i lavori inizieranno entro un anno e mezzo dall’assegnazione del contributo.
- Un piano finanziario che mostri come verranno spese le risorse. Esempio: una tabella dei costi e un preventivo di spesa.
Tipi di contributo
I contributi pubblici e privati possono assumere forme diverse. Ecco le più comuni.
- Contributo a fondo perduto: una somma che non deve essere restituita, spesso destinata a un progetto o a una spesa specifica.
- Finanziamento agevolato (prestito): un prestito a condizioni vantaggiose (ad esempio a tasso ridotto o azzerato), che però va restituito. È il caso, per esempio, di alcune iniziative dell’ICSC.
- Contributo a copertura parziale: copre solo una percentuale dei costi del progetto, lasciando il resto a carico dell’associazione (il cofinanziamento di cui sopra).
- Premi e riconoscimenti per progetti particolarmente meritevoli sul piano sociale.
I contributi possono inoltre essere continuativi (un sostegno stabile e ripetuto nel tempo) oppure legati a un singolo progetto (limitati nel tempo e da richiedere di volta in volta tramite un nuovo bando).
Piccolo consiglio: in alcuni casi i contributi sono legati a requisiti specifici, come un numero minimo di soci o una quota associativa minima. Se la tua associazione si trova al di sotto di queste soglie, può valere la pena discutere se aumentare le quote e, in cambio, finanziare più generosamente acquisti, trasferte o partecipazioni a competizioni, così che alla fine tutti i soci traggano beneficio dall’aumento.
Donazioni e fisco
Un buon motivo per rilasciare sempre la ricevuta ai tuoi donatori è il vantaggio fiscale. In Italia, le erogazioni liberali a favore degli enti del Terzo Settore consentono al donatore, entro determinate soglie, di ottenere una detrazione d’imposta (con percentuali che variano a seconda del tipo di ente, ad esempio per le ODV, le APS e gli altri ETS) oppure, in alternativa, una deduzione dal reddito.
Attenzione ad alcuni punti che cambiano la situazione e che è bene conoscere:
- A partire dal periodo d’imposta 2026, per accedere alle agevolazioni l’ente deve essere iscritto al RUNTS (il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).
- Le ASD e SSD (associazioni e società sportive dilettantistiche) seguono un proprio regime, diverso da quello degli ETS.
- La normativa del Terzo Settore è ancora in evoluzione: soglie, percentuali e requisiti possono cambiare.
Per questo motivo, in questo articolo non riportiamo cifre precise: prima di promettere benefici fiscali ai tuoi donatori, verifica le regole aggiornate e fatti seguire da un commercialista o da un CAF, così da indicare correttamente quale agevolazione spetta in base al tipo di ente e di donazione.
Klubraum: lo strumento per organizzare la tua raccolta fondi
Una campagna di raccolta fondi o un evento benefico riescono solo se la macchina organizzativa funziona: serve mobilitare i volontari, annunciare l’iniziativa a tutti i soci e coordinare chi fa cosa. Qui entra in gioco Klubraum, l’app di comunicazione e coordinamento pensata per le associazioni.
Con Klubraum la tua associazione può:
- annunciare la campagna a tutti i soci in un’unica conversazione, senza perdere i messaggi importanti nel caos di una chat affollata;
- mobilitare i volontari per il banchetto, la corsa di beneficenza o il concerto, usando conversazioni dedicate per ogni gruppo di lavoro;
- organizzare l’evento benefico con il calendario condiviso, le liste dei partecipanti e i sondaggi per decidere insieme date e dettagli;
- coordinare gli spostamenti con la funzione di car pooling, ad esempio per la trasferta di una squadra giovanile;
- avere tutti i contatti a portata di mano grazie alla rubrica dei soci.
Klubraum è un’app di comunicazione e coordinamento: non è una piattaforma di donazioni o di pagamenti. Per raccogliere materialmente i fondi userai le piattaforme di crowdfunding descritte sopra; Klubraum ti aiuta a organizzare tutto ciò che sta intorno alla campagna. È rispettoso della protezione dei dati (conforme al GDPR), gratuito per le associazioni e apprezzato da oltre 200.000 utenti, con una valutazione di 4,6/5.
In conclusione
Ci sono molti strumenti con cui la tua associazione può procurarsi risorse: fundraising, crowdfunding, sponsorizzazioni e contributi pubblici. Nel caso migliore, fate anche qualcosa di utile per la collettività, e questa è la più bella delle situazioni in cui tutti vincono.
Speriamo che questo articolo abbia dato alla tua associazione qualche idea in più sul tema della raccolta fondi, delle donazioni e dei contributi. E quando passerai dalla teoria alla pratica, ricordati che organizzare bene è già metà del lavoro.